CREDITO D’IMPOSTA LOCAZIONE- MODALITÀ DI FRUIZIONE

Il 16 giugno 2020 i contribuenti potranno già utilizzare in compensazione nel modello F24 – utilizzando il codice tributo 6920 – il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda previsto dal decreto Rilancio. I contribuenti potranno anche decidere di cedere il credito “in conto canone”, scalandolo cioè dall’ammontare dovuto, senza dover versare la somma per intero, ferma restando naturalmente l’accettazione da parte del locatore. È quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 14/E del 2020, sulle modalità di utilizzo del bonus.

PERIMETRO DI APPLICAZIONE

Possono fruire del credito i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione:

– con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto (2019);

-che hanno subito nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (per coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica stagionale, i mesi da prendere a riferimento ai fini del credito d’imposta sono quelli relativi al pagamento dei canoni di aprile, maggio e giugno) una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedenti.

Inoltre Il credito d’imposta spetta :

– alle strutture alberghiere e agrituristiche (riconducibili alla sezione 55 del codice Ateco), prescindendo dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente.

-agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Tra i soggetti ammessi al credito d’imposta, la circolare n. 14/E/2020 include espressamente i contribuenti forfettari e anche gli agricoltori sia se determinano il reddito su base catastale, sia se producono reddito d’impresa.

 

AMMONTARE DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta è stabilito in misura percentuale, pari al:

– 60% per i canoni di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo;

– 30% in relazione ai canoni dei contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda.

In relazione agli immobili destinati all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, si precisa che rientrano nell’ambito di applicazione del credito d’imposta anche gli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente che sono ammortizzabili. Ne consegue che il credito di imposta è riconosciuto sul 50% del canone di locazione. 

Condizione necessaria per poter fruire del credito è il pagamento del canone di locazione; quindi in caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.

Nel caso in cui l’ammontare del canone sia stato rideterminato per tener conto dell’attuale contingenza economica rispetto a quello originariamente pattuito, il credito d’imposta deve essere commisurato sul canone rideterminato.

MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO

Il credito d’imposta è utilizzabile:

  1. a) in compensazione, nel modello F24 (codice tributo 6920, istituito con la risoluzione n. 32/E/2020)
  2. b) nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa; a tal riguardo l’Agenzia ha chiarito che occorre fare riferimento alla dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui la spesa per il canone è stata sostenuta. Inoltre, in considerazione della circostanza che la norma fa riferimento al canone «versato», per utilizzare il credito nella predetta dichiarazione dei redditi, è necessario che risulti pagato nel 2020;
  3. c) può essere ceduto: al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. In relazione al cessionario, la quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. In tali casi, il credito non utilizzato può essere oggetto di ulteriore cessione solo nell’anno stesso.

Il credito d’imposta rilevato come componente positivo dal conduttore non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e al valore della produzione ai fini IRAP.

In relazione al cessionario, invece, qualora il valore nominale del credito ceduto sia maggiore rispetto al corrispettivo pattuito con il cedente, emerge una sopravvenienza attiva che concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione netta ai fini IRAP secondo le ordinarie modalità.

 

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By | 2020-06-15T09:55:50+00:00 giugno 8th, 2020|News|0 Comments

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Pauciulo Strategie
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